10 Aprile 2018 By rossana.amoroso 0

Gravidanza: come viverla nel migliore dei modi

La gravidanza è un momento speciale che molte donne attraversano nell’arco della loro vita una o più volte. Essa comporta delle modifiche al corpo della donna, alcune visibili, come l’aumento del peso e del tessuto adiposo e altre invisibili, come l’aumento del volume ematico, del metabolismo basale e la differente produzione di ormoni.

L’aumento del peso non deve essere brusco, ma lento nel primo trimestre, più costante e lineare nel secondo e meno accentuato nel terzo trimestre. In linea di massima, il peso da “prendere” durante la gravidanza varia in base al peso pre-gravidico. Se prima della gravidanza la donna è sottopeso può acquistare dai 12 ai 18 kg, in base alla gravità del sottopeso; se normopeso può acquistare dai 9 ai 16 kg e se sovrappeso dai 7 agli 11 kg al massimo. Le diete dimagranti sono caldamente sconsigliate durante la gravidanza. In questo periodo della vita la cosa migliore da fare, per la donna e per la nuova vita che sta crescendo, è cambiare in meglio le abitudini alimentari facendo scelte più salutari.

Non mangiare per due, ma due volte meglio!

Un buono stato nutrizionale durante la gravidanza permette un migliore sviluppo del feto, un buon esito del parto e una buona crescita del neonato, così come dimostrano ormai molti studi scientifici.

Durante la gravidanza, oltre a un aumento del fabbisogno calorico, vi è un aumento del fabbisogno di micronutrienti, vitamine e minerali. E’ necessario porre particolare attenzione all’assunzione della vitamina B9 (o acido folico). Questa vitamina dovrà essere integrata già nel periodo peri-concezionale (1-3 mesi prima del concepimento) per prevenire la formazione della spina bifida nel feto, una grave malformazione del tubo neurale.

In ambito dietetico è sempre sconsigliato il fai-da-te; prima e durante la gravidanza, in maniera particolare, è consigliabile essere seguiti da dietisti preparati nel trattamento della gestante.

Durante la gravidanza è necessario seguire delle piccole accortezze per far sì che gli alimenti che vengono introdotti siano igienicamente sicuri. Vediamole nel dettaglio:

Sicurezza alimentare in gravidanza – Ministero della Salute

Inoltre è bene evitare:

  • alcolici e superalcolici, i quali passano la barriera placentare ed emato-encefalica del bambino
  • bevande nervine come caffè, the o coca-cola
  • dolci e zucchero; è possibile utilizzare sucralosio e stevia per dolcificare

E’ consigliabile fare regolarmente attività fisica “leggera”, se non espressamente proibito dal ginecologo. Il movimento migliora il controllo glicemico e aiuta a mantenere attiva la muscolatura e l’attività respiratoria.

Oltre al punto di vista dietetico-nutrizionale, è molto importante tenere in considerazione anche il lato emotivo e psicologico della donna in stato interessante. Vediamo cosa consiglia la psicologa dott.ssa Santini:

“Nella vita di una donna la gravidanza rappresenta una fase molto delicata in quanto è contrassegnata da cambiamenti molto profondi, che riguardano tanto la sfera psichica quanto quella corporea. Per la donna si tratta di un importante momento di sperimentazione circa aspetti nuovi nel rapporto con se stessa, i quali avranno un impatto sulla sua vita futura e naturalmente anche sul rapporto con il bambino in arrivo.
Oltre ai cambiamenti corporei anche l’assetto mentale della donna si modifica in maniera sostanziale: questo comporta l’attivazione di un processo di ridefinizione della propria identità, di donna, di madre e del suo ruolo all’interno della coppia.
La gravidanza, tuttavia, non viene vissuta da tutte le donne nello stesso modo: infatti, essa può arrivare nel momento giusto, troppo presto o troppo tardi, dopo tanti tentativi, può essere desiderata o non programmata, può avvenire senza che si abbia un partner stabile oppure in una situazione economica difficoltosa. Naturalmente tutti questi fattori influenzano il modo di vivere la gravidanza e le relative emozioni sperimentate.
Inoltre durante la gravidanza si assiste al riemergere di vissuti appartenenti al mondo della propria infanzia, molti dei quali devono essere compresi ed elaborati, per poter progredire nel proprio processo di evoluzione personale.
All’interno di un percorso di sostegno alla gravidanza la donna ha quindi la possibilità di trovare uno spazio dedicato completamente a se stessa e un percorso di sostegno nelle prime fasi di vita del bambino, uno strumento fondamentale per affrontare questo importante momento di vita nella maniera più serena possibile.

Infatti dopo il parto nella fase di normalizzazione del corpo e dell’allattamento, vengono prodotti numerosi ormoni che influiscono notevolmente sullo stato d’animo della donna.

Questo lieve disturbo emozionale è dunque transitorio ed insorge nei giorni immediatamente successivi al parto; questo fenomeno si chiama baby blues. Con questo termine si indica un momento di abbassamento dell’umore, con sensazione di stanchezza, di tristezza e di sfiducia, crisi di pianto, che si accentua intorno al quarto-quinto giorno dopo il parto (cioè in corrispondenza della montata lattea) dura alcune ore o alcuni giorni e poi si risolve spontaneamente.
Ci sono però mamme che sperimentano una vera depressione post-partum.
La principale differenza tra baby blues e depressione post partum è la durata: il primo, come già detto, è solo una breve e lieve alterazione dello stato emotivo e può manifestarsi nelle prime 48 ore dal parto e durare fino a dieci giorni dopo, mentre la depressione post-partum dura molto di più ma, soprattutto, inizia con maggiore ritardo rispetto al giorno del parto.

La depressione post-partum compare a partire dal secondo o terzo mese dalla nascita del bambino e si presenta con vari sintomi: tristezza, sbalzi d’umore, ansia, mancanza di concentrazione. Questa forma di depressione colpisce, secondo le recenti statistiche, oltre
il 12% delle neo-mamme, ma molte fanno ancora fatica a parlarne, tanto che può essere considerato un vero e proprio tabù. Inoltre, stando agli ultimi studi scientifici, la depressione post-partum si può manifestare già durante la gravidanza.

Altra differenza tra baby blues e depressione post-partum sono le cause: mentre quelle del primo sono note e maggiormente conosciute (i rapidi cambiamenti ormonali), i motivi del secondo sono ancora sconosciuti: è emerso solo che colpisce maggiormente le donne con alle spalle una storia famigliare difficile.
Molto spesso, il peso del ruolo sociale, induce le mamme che si trovano in difficoltà a nasconderlo. Ad esempio, se il parto e la degenza sono stati difficili molte donne possono non sentirsi pronte ad occuparsi del bimbo, provando sentimenti di inadeguatezza , di estrema stanchezza nella gestione quotidiana del piccolo, ma è importante non vergognarsene e parlarne: con il papà del bambino, con la famiglia, con uno specialista come lo psicologo; la comunicazione è fondamentale in questi momenti. E’ importante ricordare che questi vissuti non intaccano assolutamente la competenza e la capacità genitoriale che la donna possiede, ma è altrettanto importante superare le difficoltà e i problemi che possono verificarsi in questa fase di vita chiedendo un aiuto e un sostegno adeguato.”