30 Gennaio 2018 By rossana.amoroso 0

Ipertensione arteriosa

La dott.ssa Giulia Pitino ci spiega cos’è l’ipertensione arteriosa:

Si parla molto di ipertensione arteriosa, ma che cos’è davvero? Un piccolo killer silenzioso. Spesso non manifesta alcun sintomo, ma è indice di complicanze, talvolta anche mortali. Il nostro corpo si abitua a valori via via sempre più alti e non manda segnali di allarme. Talvolta è possibile trovare sintomi aspecifici e quindi spesso sottovalutati dal paziente. Questi sintomi potrebbero essere epistassi (sangue dal naso), ronzii nelle orecchie, cefalea e vertigini. L’unico modo per scoprire se si soffre di ipertensione è quello di misurarla regolarmente e annotarsi i valori. E’ fondamentale fare diagnosi precoce di ipertensione arteriosa perché significa prevenire i danni ad essa legati e, quindi, malattie cardiovascolari, anche invalidanti.

Quando la pressione si definisce alta?

La pressione viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg). I due valori che rileviamo al momento della misurazione della pressione, sono la sistolica (la cosiddetta massima) e la diastolica (minima).

  • valori ottimali di pressione sono 115-120 per la massima e 75-80 per la minima.
  • 130/80 possono definirsi accettabili
  • 130-140/85-90 viene definita pre-ipertensione
  • 140-160/90-100 è ipertensione di primo stadio
  • >160/>100 è ipertensione di secondo stadio

L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio, ovvero una condizione che aumenta la probabilità che si verifichino altre malattie cardiovascolari, come ad esempio angina pectoris, infarto miocardico e ictus cerebrale. Per questo è importante individuarla e curarla, per prevenire i danni che essa può provocare.

Terapia farmacologica

L’ipertensione arteriosa, insieme a uno stile di vita sano e un’alimentazione adeguata, può essere controllata attraverso l’assunzione di farmaci. Gli antipertensivi sono farmaci che interferendo con i meccanismi fisiologici regolano e controllano la pressione. Principalmente vengono divisi in 5 classi:

  • Diuretici: aumentano la diuresi portando a una riduzione del volume del sangue e della sua pressione all’interno dei vasi. Tra i diuretici più conosciuti troviamo il furosemide.
  • Beta-bloccanti: questa categoria di farmaci agisce direttamente sulle cellule beta del cuore, mettendo il muscolo cardiaco a riposo “forzato”. In questo modo il sangue viene pompato con minore energia e la pressione si riduce. Tra i beta bloccanti più famosi troviamo: atenololo, propanololo, cardivelolo.
  • Ace-inibitori: inibiscono la formazione di un ormone che determina la contrazione dei vasi, in cui si viene a creare una minor resistenza alla circolazione del sangue. Tra le molecole più importanti troviamo: ramipril, enalapril e captopril.
  • Sartani: sono farmaci di nuova generazione che agiscono direttamente su un ormone che causa le tensioni vascolari. Tra questi farmaci troviamo :il lorsartan, telmisartan, valsartan
  • Calcio antagonisti: inibiscono l’ingresso di calcio nelle cellule muscolari lisce (uno degli strati della parete vascolare) in questo modo vi è una riduzione della pressione sanguigna. Esempi di farmaci: nifedipina, verapamil

Gli antipertensivi esistono in commercio sotto forma di compresse, sospensione orale o soluzioni per iniezioni. Gli antipertensivi devono sempre essere utilizzati dietro prescrizione medica e seguendo strettamente le indicazioni del medico riguardo alla posologia e alle modalità di assunzione. Non farlo potrebbe ridurre l’assorbimento del farmaco o rendere inutile il trattamento, mettendo anche a rischio la vita.

 

In cosa consiste, invece, la terapia dietetica?

Terapia dietetica

Una parte importante della terapia consiste nel cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione. Gli obiettivi principali della terapia dietetica sono:

  • limitare il trattamento farmacologico e, in casi di ipertensione lieve, sostituirlo
  • prevenire/limitare il rischio cardiovascolare

E’ possibile raggiungere questi obiettivi attraverso una dieta povera di sodio, la quale può prevenire l’ipertensione arteriosa e aiutare a ridurre la pressione alta in caso di ipertensione conclamata. Per farlo è necessario ridurre il consumo di sale, con l’aiuto di spezie ed erbe aromatiche per insaporire i nostri piatti.

Per ridurre il sale nella dieta bisogna fare attenzione anche a affettati, insaccati, formaggi e cibi confezionati, che contengono parecchio sale “nascosto”. 

Attenzione anche all’acqua in bottiglia, è meglio consumare un‘acqua povera di sodio.

Per tenere sotto controllo la pressione arteriosa bisogna considerare la diminuzione del consumo di alcool o, in casi di ipertensione grave, la sua eliminazione.

Altri consigli per mantenere l’apparato cardiovascolare in salute

Una dieta ricca di cereali integrali, frutta, verdura, pesce e carni bianche è stata associata a un minore rischio cardiovascolare. In caso di obesità è fondamentale la perdita di peso e la riduzione della circonferenza vita, attraverso uno stile di vita attivo e un’alimentazione sana

In conclusione possiamo affermare che, migliorando le abitudini alimentari e adottando uno stile di vita attivo è possibile mantenere sotto controllo i valori pressori e ridurre la terapia farmacologica.

Ricorda: l’ipertensione è una cosa seria, non sottovalutarla.