24 Gennaio 2018 By rossana.amoroso 0

Anemia, come trattarla?

Cos’è l’anemia?

L’anemia è una condizione in cui il numero di globuli rossi o la loro capacità di trasportare ossigeno non è sufficiente per soddisfare i bisogni fisiologici. La carenza di ferro è la causa più comune dell’anemia, sebbene la carenza di alcune vitamine come folati, vitamina B12 e vitamina A possano altresì causare anemia.

L’anemia porta sintomi come stanchezza, debolezza, vertigini e sonnolenza. E’ molto importante parlare subito con il medico se si avvertono questi sintomi, così che possa verificare, attraverso gli esami del sangue, la presenza di anemia.

Che dieta seguire?

Oltre a vari integratori disponibili sul mercato è importante aumentare l’introito di ferro anche attraverso l’alimentazione. Negli alimenti possiamo trovare due tipi di ferro: un ferro più assorbibile, chiamato ferro eme, presente solo negli alimenti di origine animale, e un ferro non eme, meno assorbibile, presente negli alimenti di origine vegetale. Per rendere il ferro non eme più assorbibile è fondamentale introdurre una buona dose di vitamina C al termine del pasto. L’assorbimento del ferro non eme a livello intestinale avviene difficilmente in assenza di vitamina C.

I fabbisogni di ferro variano in base al sesso e all’età. Vi riporto i fabbisogni giornalieri di ferro, tratti dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana):

    Fe (mg)
Bambini 4-6 anni 11
  7-10 anni 13
Maschi 11-14 anni 10
  15-17 anni 13
Femmine 11-14 anni 10/18
  15-17 anni 18
Maschi 18-75 10
Femmine 18-55 18
  in menopausa 10
Anziani ≥75 anni 10

Vediamo quindi la quantità di ferro contenuta negli alimenti.

Carne

La carne, soprattutto quella rossa, è rinomata per il suo alto contenuto di ferro, ma siamo sicuri che sia l’alimento che ne contiene di più? Inoltre, le linee guida ne consigliano un consumo saltuario: carne rossa 1 volta ogni 15 giorni e affettato 1-2 volte a settimana. Vediamo i quantitativi di ferro nel dettaglio:

  • Le frattaglie (animelle, cervello, cuore, fegato, lingua, milza, polmone, rognone, trippa) hanno un buon quantitativo di ferro, ma vanno consumate molto raramente per via del loro alto contenuto di grassi saturi e colesterolo. Quindi non le consideriamo.
  • Tra le carni rosse, quella che contiene più ferro è la carne di cavallo (3,9 mg ogni 100 gr di carne), seguita da vitello (2,3 mg), vitellone (1,1-1,9 mg in base al taglio), agnello (1,8 mg) e suino (1,4 mg).
  • Le carni bianche contengono pochissimo ferro: pollo (0,7 mg), tacchino (0,9 mg), coniglio (1,1 mg).
  • Tra gli affettati, la bresaola (2,4 mg) ne contiene più di tutti, seguita da coppa (1,9 mg), speck (1,6 mg) e crudo (1,3 mg).

Pesce

Nessuno lo direbbe mai, ma il pesce contiene decisamente più ferro della carne, ha meno grassi saturi, colesterolo ed è ricco di omega-3 (per saperne di più).

Partiamo dal pesce corvina con ben 14 mg di ferro per 100 gr e scendiamo a 5 mg con mormora, scorfano, salpa, pagello, occhiata e boga; con 2 mg troviamo alici, sgombro, trota, sarda e cefalo. La lista è ancora lunga, ve la risparmio, ma hanno tutti una buona quantità di ferro. Una menzione particolare va a gamberi, vongole, cozze, ostriche e polpo che contengono buone quantità di ferro, ma vanno consumati saltuariamente. Anche caviale e bottarga hanno elevate quantità di ferro (12 mg per 100 gr), ma solo per chi ha la fortuna di mangiarli 😉

Legumi

I legumi sono ricchi di ferro, soprattutto la soia che ne contiene 6,9 mg per 100 gr di alimento secco. Bisogna ricordarsi però di terminare il pasto con un buon frutto ricco di vitamina C (agrumi, kiwi, fragole, ..) per permettere all’organismo di assorbire il ferro, essendo ferro non eme.

Frutta secca

La frutta secca è ricca di ferro: pistacchi (7,3 mg/100 gr), anacardi (6 mg), mandorle (4,6 mg), noci (2,4 mg); il consiglio è quello di consumarla come spuntino insieme a un frutto.

Altro

Per la gioia dei chocolate-addicted, il cioccolato fondente contiene 5 mg di ferro per 100 gr e il cacao amaro in polvere ben 14,3 mg. Per la gioia dei sushi-addicted, le alghe sono ricchissime di ferro: la nori contiene ben 19,6 mg di ferro, la kombu 12,7 mg e la wakame 11,6 mg.

La domanda che ci poniamo infine è:

E’ possibile soddisfare i fabbisogni giornalieri di ferro con la sola alimentazione? Si!

Nel caso di un anemia è necessario integrare il ferro “mancante” con degli integratori (chiedete al medico quale scegliere), ma è molto importante anche aumentare l’introito di ferro presente nella nostra alimentazione.