9 Gennaio 2018 By rossana.amoroso 0

L’educazione a tavola

Lavorando nel settore della ristorazione scolastica, capita spesso di sentirmi dire “mio figlio si rifiuta di mangiare quella determinata cosa, non posso farci niente” oppure “ho sempre avuto problemi a fargli apprezzare quel determinato cibo, si rifiuta di assaggiarlo”. Così ricevo delle richieste di dieta sanitaria un po’ “speciali”, riportanti, per esempio, un’allergia alle verdure verdi, un’intolleranza al pesce fresco (attenzione solo al pesce fresco, i bastoncini di pesce e il tonno può mangiarli), o ancora la famigerata allergia alle zuppe di verdura. E’ chiaro che non si tratta di esigenze sanitarie, bensì di “capricci” e rifiuti del bambino.

Magari questo sta succedendo anche a te o a qualcuno che conosci. Non perdere la speranza! C’è sempre una soluzione.

Vi riporto un po’ di consigli che ho estrapolato dal sito dell’AIRC, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro.

Vediamoli velocemente:

  • Non preparate mai pasti differenziati per i diversi membri della famiglia: questo è un comportamento diseducativo, che rafforza nei più piccoli l’idea che sia legittimo pretendere un menù personalizzato. Piccoli e grandi mangiano gli stessi piatti e, almeno una volta al giorno, siedono alla stessa tavola.
  • Non esistono tabù alimentari: ciò che viene severamente vietato diventa un oggetto del desiderio. Se un bambino vuole assolutamente provare hamburger e patatine, concedete saltuariamente un fast food, ribadendo le ragioni per cui ritenete che non sia una scelta salubre, ma senza esagerare. Proponete ogni tanto alternative socializzanti, ma più corrette dal punto di vista alimentare, come un’uscita in pizzeria o una merenda a casa con gli amici.
  • Non accettate mai un rifiuto netto. Dovete insegnare loro che si può rifiutare un nuovo alimento solo dopo averlo assaggiato e che comunque non verrà servito loro niente di alternativo.
  • Non consentite ai bambini di alzarsi da tavola quando vogliono, o di lasciare grandi quantità di cibo nel piatto senza che vi sia una valida ragione.
  • Viceversa, controllate la quantità e la qualità dei bis che richiedono e avvertite le insegnanti di non concedere un supplemento di primo se il bambino non ha terminato il secondo e la verdura. Servite porzioni piccole e non insistete quando non hanno fame.
  • Evitate di farli mangiare davanti alla TV accesa: non solo perdereste un momento di scambio prezioso, ma li rendereste incapaci di controllare la modalità e la rapidità di assunzione del cibo.
  • Fateli partecipare alla preparazione dei piatti, affinché imparino che cucinare e mangiare sono attività divertenti, oltre che necessarie. Per fare ciò studiate con loro la ricetta che vi accingete a preparare. Disponete tutti gli ingredienti sul tavolo e dividetevi i compiti lasciando loro un po’ di autonomia nelle parti che gli sono state attribuite.

Provate ad applicare questi semplici consigli, fatemi sapere come sta andando!

 

E ricordate, ciò che farà sempre la differenza sarà il vostro esempio.

Per approfondimenti visitate il sito dell’AIRC.